Placida Lettis Luce su "La Repubblica"
Siamo lieti di annunciare che Placida Lettis Luce è stata protagonista di un articolo sulla rinomata rivista "La Repubblica"! L'articolo, scritto da Barbara Gabbrielli, racconta la storia di Daniela Marzolla e la sua missione di ridare vita a lampade industriali vintage attraverso un restauro artigianale e sostenibile.
Luci, la seconda vita dopo l'uso industriale
Scritto da Barbara Gabbrielli - Giovedì 25 aprile 2024
Recycling, artigianalità e stile industrial convergono in Placida Lettis, il brand creato cinque anni fa da Daniela Marzolla per dare nuova vita a luci e lampade recuperate in vecchie fabbriche, miniere, studi fotografici e set cinematografici. «Ho sempre avuto passione per l'illuminazione. Per questo ho iniziato a esplorare e approfondire un segmento dell'interior design così particolare. Prima solo come hobby, poi l'ho fatto diventare un vero e proprio lavoro» spiega Marzolla, ex manager nella telefonia.
Nel suo laboratorio a Padova, smonta, lucida, ripara. Tutto rigorosamente a mano, senza mai cedere alle lavorazioni meccaniche che, spiega lei stessa, «appiattiscono, tolgono la patina del tempo e quindi anche l'anima». Invece lei ha scelto un approccio gentile e rispettoso per trattare pezzi recuperati un po' in tutta Europa, purché vintage, prodotti tra gli Anni Cinquanta e primi Anni Ottanta. Un riferimento temporale ben preciso che consente a Placida Lettis di introdurre nel mercato dell'arredamento brand storici del settore industrial come la Iff (Industria fototecnica Firenze) o la Strand Electric (iconica azienda made in England).
Si va dalle classiche luci da parete dalla tipica forma a tartaruga a lampade con il braccio snodabile, da affascinanti illuminazioni stradali con il vetro a spotlight e fari teatrali anche di dimensioni extralarge. Ci sono pezzi unici come rarissime lanterne Bauhaus e lampade da segnalazione o da bunker con vetro antiesplosione. A queste si aggiunge la collezione di pezzi, sempre industrial, ma da scrivania, dal design minimalista. «Di queste luci da lavoro mi affascina il fatto che sono state testimoni silenziose di tante storie. Alcune vengono dalla ex DDR, altre da Cinecittà, altre dalla strada o da luoghi in cui svolgevano ruoli fondamentali senza però essere mai protagoniste. Ecco, io adesso voglio restituire loro la scena, restaurandole per dare loro una dignità diversa, per porle in primo piano, capaci come sono di raccontare un'epoca e al tempo stesso integrarsi con le atmosfere contemporanee» prosegue Daniela Marzolla che ha scelto di chiamare il brand con il nome e cognome di sua nonna.
Il lavoro di restauro è ogni volta minuzioso. «Dopo aver smontato la luce, ne osservo ogni singolo pezzo per capire come intervenire. Cerco di mantenere il pezzo il più integro possibile, recuperando e risanando anche la vite più piccola. A volte aggiungo un treppiede in legno, ma sempre d'epoca» racconta ancora l'artista. Alla fine, dalle luci di Placida Lettis emergono una nuova bellezza e una natura molto versatile. E per questo intercettano un mercato ampio che va dalla casa di design al restauro industriale, fino all'appartamento in cerca di quel tocco in più e di una luce che si distingua dalla omogeneità dei led.
Vi invitiamo a leggere l'articolo completo estratto da "La Repubblica" del 25 Aprile 2024 e a scoprire di più sul viaggio affascinante di Daniela Marzolla e le splendide lampade che riporta in vita con tanta passione e dedizione.
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